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Percorso artistico
Un cammino verso la libertà...
Severina Di Palma nasce nel 1954 in un paesino dell'Italia meridionale. E' il periodo del boom economico, ma ci si avvicina anche al periodo delle contestazioni giovanili, della volontà da parte dei giovani nati nel dopoguerra di andare contro "la società del benessere" e di costruirsi degli ideali in cui credere davvero. Il percorso artistico dell'artista può essere inteso come un cammino che, partendo da una realtà che tendeva a reprimere la creatività soprattutto delle giovani donne e passando attraverso un periodo rivoluzionario che Severina affronta con grande tenacia e determinazione, arriva alla libertà, espressiva, di pensiero.
Il periodo della "Repressione" , è il primo periodo della sua vita artistica che coincide con i suoi anni di studio. "Ho lottato molto - ricorda - per affermare la mia indipendenza e libertà attuale. Gli stereotipi di ragazza colta presenti nel mio paese, all'epoca, vedevano la donna solo come maestra. Riuscii a convincere i miei genitori, parlando loro della mia passione per il disegno e la pittura, a farmi frequentare una scuola d'arte."
Seguendo la sua naturale inclinazione, quindi, Severina intraprende la sua formazione artistica e si diploma all'Istituto d'Arte. Erano gli anni della rivoluzione culturale e sessuale del '68 in cui vigeva l'anticonformismo e, soprattutto all'Istituto d'arte si respirava un gran senso di libertà, tratto che è rimasto dominante nella personalità dell'artista.
Dopo il diploma inizia a lavorare come disegnatrice e, nel frattempo, sentendo il bisogno di approfondire i suoi studi classici e letterari, si iscrive alla Facoltà di Lettere, che frequenta con profitto e passione.
Il periodo della "Rivoluzione" lo si fa risalire convenzionalmente al periodo in cui, nonostante il matrimonio e la nascita dei suoi tre figli, per i quali eventi ha dovuto interrompere l'Università, Severina Di Palma continua a combattere per ottenere la sua indipendenza, di donna e di artista. Così, si abilita all'insegnamento di Disegno e si iscrive all'Accademia delle Belle Arti dove, non essendo attivo il corso di Pittura, segue quello di Decorazione. Fondamentale, in questo periodo, per quello che poi sarebbe diventato il suo stile nelle sue opere, è stato l'aver lavorato come insegnante di sostegno per bambini audiolesi e ipovedenti con i quali e grazie ai quali impara altri linguaggi come quello dei sordomuti e l'alfabeto Braille.
"E' di là, - afferma - da quella esperienza che mi è venuta la necessità di concepire l'arte come linguaggio della comunicazione, di capire che i linguaggi non verbali possono contenere in sintesi concetti più forti delle parole, che diano immediatamente il senso delle cose e raggiungano il cuore delle questioni e...anche della persona con cui dialoghi".
Segni della scrittura in Braille sono rintracciabili in molti dei suoi lavori con punti e linee rilevate, che rendono scabre, quasi tattili le superfici e suscitano il bisogno di toccarle. Contemporaneamente all'insegnamento, Severina Di Palma frequenta, fino al diploma, il corso di scultura all'Accademia. Il desiderio di insegnare arte la spinge a conseguire l'abilitazione per le scuole superiori, e ottiene la cattedra di Discipline pittoriche all'Istituto d'Arte di Cerignola.
Il periodo della "Libertà"
Nel Laboratorio Artivisive di Foggia, diretto da Matteo Accarrino, Severina trova quel nutrimento e scambio necessario per far emergere forme in sintonia con la sua ricerca:
"Il senso di libertà espressiva - dice - ereditata dal Laboratorio, è stato un lascito fecondo, che mi ha sempre accompagnato."
"Penso che il libero gioco di forme e colori dia vita al mio e al sentimento di chi guarda, facendomi entrare in una dimensione catartica e dia la possibilità di cogliere nell'opera, in quel tipo di conoscenza che chiamo 'magica', lo scopo del mio modo di fare arte".
Severina appartiene a quelle e quegli artisti che considerano fondamentale lavorare sul rapporto con gli altri e che considerano monca l'opera che non abbia contributi e che non stimoli l'altrui creatività, ricevendone in cambio un flusso di energia creativa.Ma, affrontare il capitolo delle suo opere e del suo percorso artistico, senza intrecciarlo al racconto della sua vita, sarebbe incompleto e non renderebbe giustizia a Severina Di Palma né come donna, né come artista.Il linguaggio artistico è nato e cresce con lei, vive attraverso le sue esperienze di vita, le persone che incontra, gli ambienti che frequenta. È come un continuo scambio tra condizioni interne ed esterne.
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